Il disegno dal vero

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7. IL DISEGNO DAL VERO

L’importanza del disegno dal vero

Il disegno dal vero è estremamente importante.

Se vogliamo avere padronanza del disegno è indispensabile imparare a disegnare dal vero.

Ma perché è così importante?

Ammetto che mi ci è voluto un po’ per capirlo, all’inizio non mi sembrava molto diverso dal disegnare copiando da un’immagine.

Inoltre gli esercizi che facevamo a scuola li trovavo estremamente noiosi, e questo non aiutava.

Disegnare quattro vasetti appoggiati su un piedistallo al centro dell’aula non era per niente stimolante.

Poi ho capito.

Copiando una scena che abbiamo realmente davanti, da una parte ci complica le cose, dall’altra ce le facilita enormemente.

Ora mi spiego.

Perché è più difficile:

Intanto diciamo che la difficoltà varia a seconda del soggetto e della distanza da noi.

Disegnando dal vivo il tuo cervello dovrà fare un lavoro in più: deve rendere bidimensionale una figura tridimensionale.

Se hai già un’esperienza di questo tipo allora avrai notato che devi fare un sforzo maggiore.

Io ho capito quanto fosse importante e allo stesso tempo difficile, quando, abituata a disegnare semplici nature morte, mi sono trovata a dover disegnare persone, modelli a figura intera.

La parte più difficile in assoluto era indovinare le proporzioni.

Se la posa è in piedi te la cavavi, ma quando per esempio era sdraiata e di scorcio allora le cose si complicavano.

Ovviamente conoscere le regole della prospettiva ti aiuta tantissimo.

È più facile invece perché, immaginiamo di disegnare una figura umana, se per esempio non conosciamo l’anatomia, muovendoci intorno al soggetto possiamo capire i volumi, le forme, i contorni in relazione alla massa, cosa che non potremmo fare guardando una foto.

Così possiamo capire la forma di un determinato muscolo, e rappresentarla correttamente in modo che non farla sembrare soltanto una linea curva.

Quindi, ovviamente, il disegno sarà più realistico, più vivo, e così il chiaroscuro; voi avrete imparato ad osservare, avrete allenato la mente, e in più, nel caso del modello umano, avrete anche imparato un po’ di anatomia.

Finita la premessa, iniziamo!

Come disegnare dal vero

Il metodo che ti mostrerò ti sarà utile per le prime volte che disegni dal vero, mano a mano che prendi familiarità potrai utilizzarlo in modo più libero.

Cominciamo con un esercizio.

Prendi tre o quattro oggetti di forme non estremamente complicate.

Mettili, se puoi, su un piano poco più basso dei tuoi occhi e non troppo vicino a te, mettiti ad una distanza che ti faciliti nel valutare le forme e le proporzioni.

Questa è la mia composizione.

È preferibile appoggiare il foglio su un piano inclinato o verticale.

Cerchiamo di tenere dei riferimenti per ritrovare la posizione in modo che l’inquadratura sia sempre la stessa.

Per prima cosa studia bene la scena che hai davanti.

Ok, ora come la riportiamo sul foglio?

Osservare la composizione di oggetti che hai davanti, cerca individuare una forma immaginaria che la racchiuda.

La mia ha questa forma triangolare

Adesso guardiamo il nostro foglio, cerchiamo di pensarlo come fosse uno spazio aperto, non una superficie bidimensionale.

Prova a riportare, solo con l’immaginazione, la composizione di oggetti sul foglio, avendo presente la forma che la racchiude.

Per esempio se lo composizione è racchiusa in una rettangolo, visualizza quel rettangolo sul foglio, lo stesso se è racchiusa in un triangolo, e così via.

Nel mio caso posso racchiudere la composizione in una forma più o meno triangolare, riporto poche linee e cerco di centrare la scena il più possibile.

Non si inizia MAI a disegnare da un dettaglio della scena, facendo così, se non hai abbastanza esperienza, succederà che sbaglierai i rapporti proporzionali.

Bisogna SEMPRE tracciare delle linee per impostare, la posizione e la forma generale di quello che andremo a disegnare, qualunque sia il soggetto.

Quindi iniziamo a disegnare con linee leggerissime la struttura della composizione cioè la forma che racchiude la composizione che abbiamo visualizzato prima.

Individuiamo la linea d’orizzonte, che potrebbe anche capitare fuori dal foglio ma non ci preoccupiamo di questo per ora, e, se visibile nella composizione, la linea del piano su cui appoggia la nostra natura morta.

Misurare con la matita

Ora, per assicurarci che il rapporto tra altezza e larghezza sia corretto, prendiamo le misure con la matita, una tecnica conosciutissima, se non la conosci ora ti spiego come funziona.

Ecco come utilizzarla:

Tendi il braccio al massimo, il busto immobile.

Tieni la matita in posizione verticale, come nella foto qua sotto.

Ora, chiudi un occhio, metti la matita davanti alla composizione e muovendo il pollice lungo la matita rileva la misura che vuoi.

La misura rientrerà nella spazio tra il pollice e l’estremità della matita.

La misura che riporterai sul foglio non sarà la stessa che hai segnato sulla matita, altrimenti il disegno potrebbe venire troppo grande o troppo piccolo.

Come puoi vedere riportando sul foglio la stessa grandezza rilevata con la matita il disegno verrebbe microscopico.

Possiamo quindi moltiplicarle per due, per tre oppure dividerle o preoccuparci solo della proporzione (esempio: la candela rientra due volte nell’altezza della scatola, oppure il libro rientra due volte nella larghezza massima della composizione…e così via)

Se riportiamo per tre una misura dovremmo farlo con tutte, altrimenti il disegno verrebbe sproporzionato.

Ma ritorniamo al nostro disegno.

Ora che abbiamo la struttura, cerchiamo di collocare gli oggetti nella composizione, sempre aiutandoci rilevando le misure con la matita.

Concentriamoci principalmente su altezza, larghezza, e le distanze tra di loro.

Quindi, una volta individuato il punto, abbozziamo dei volumi semplici che costituiscono la sintesi volumetrica delle forme degli oggetti, non preoccupiamoci di disegnare i dettagli ora, li definiremo più avanti.

Oltre al rilevamento delle misure con la matita, una cosa che ci aiuterà tantissimo sarà individuare le linee diagonali.

Tracciando queste linee oblique saremo portati a concentrarci e osservare, oltre che sulle forme degli oggetti, gli spazi tra questi.

Osservare gli spazi vuoti della composizione sarà la prova del nove, se abbiamo sbagliato qualche proporzione, così facendo ce ne accorgeremo sicuramente.

Adesso che abbiamo impostato la nostra composizione, iniziamo a andare sempre più nel dettaglio.

Nel caso di una composizione semplice come questa, con pochi oggetti, riusciremo a disegnare le forme correttamente anche senza applicare tutte le regole della prospettiva.

Ci sarà molto utile però tenerne presente in alcune situazioni.

Conoscere la prospettiva ci aiuta a capire se abbiamo sbagliato qualcosa ed anche a individuare l’errore.

Se sei arrivato su questa guida senza aver seguito il percorso completo di cui fa parte, allora da un’occhiata qua, verso la parte centrale circa do qualche consiglio su come disegnare un oggetto dando il senso di prospettiva senza disegnare tutta la struttura.

Qua invece spiego le regole della prospettiva.

Il mio consiglio è: se dobbiamo disegnare delle figure geometriche senza copiarle da nessuna parte, senza immagini di riferimento, allora sarà indispensabile applicare le regole della prospettiva.

Ma se, come in questo caso, abbiamo un riferimento perché la scena si trova di fronte a noi, dovremo solo riportare l’immagine copiandola, senza inventarci niente.

Ripeto, conoscerla ci aiuterà ma non è indispensabile, l’importante è riuscire a trovare la giusta inclinazione delle linee.

Quindi, senza andare a cercare il punto di fuga con troppa precisione, cerchiamo di individuarlo ma solo nella nostra mente.

Tutte le linee oblique che tracceremo ci porteranno verso quel punto, ci fermeremo prima con la matita però, non ci arriveremo veramente.

Per esempio, per costruire la forma rettangolare del mio album, ho indirizzato le linee verso quel punto, e ho cercato di copiare l’inclinazione più che potessi, aiutata un po’ dalla prospettiva e un po’ da quello che vedevo di fronte a me.

Ok, ora ritorniamo al disegno.

Continuiamo a definire le masse dei nostri oggetti e aggiungiamo sempre più particolari.

Ora il disegno è completo, ma è composto solo da linee.

Ora è il turno del chiaroscuro.

Se hai seguito le precedenti lezioni, non dovrai far altro che applicare le cose che abbiamo visto riguardo le luci, le ombre e il chiaroscuro.

Se non l’hai fatto puoi recuperarle qua.

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