Carboncino o grafite? Differenze e similitudini

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Se dico la parola “disegno”, a quale strumento lo colleghi, alla comune matita di grafite o al carboncino?

Penso che nella maggior parte dei casi la risposta sia matita di grafite.

Senza dubbio è lo strumento più utilizzato per il disegno, grazie alla sua versatilità e alla sua reperibilità.

Si cancella senza lasciare segni, si sfuma facilmente, ne esistono di diverse durezze, da quella durissima a quella morbidissima (e questo ci facilita moltissimo a seconda di cosa dobbiamo disegnare), ecc.

Ma se vi dicessi che esistono strumenti meno comuni che svolgono lo stesso lavoro altrettanto bene e in alcuni casi addirittura meglio?

Uno di questi è il carboncino, il protagonista di questa guida, come avrai già letto.

Esistono anche altre alternative, come la sanguigna e la seppia, ma il carboncino è quello più comune e versatile dopo la matita di grafite)

Vediamo alcune differenze e similitudini tra la grafite e il carboncino.

Differenze e similitudini tra grafite e carbone

Similitudini

Come per la grafite, il carboncino lo troviamo sotto diverse forme: a matita, a stick (cilindrici o squadrati) derivati da impasti, e sotto forma di bastoncini di legno carbonizzati e non trattati. 

Anche il carboncino può essere di diverse durezze, a seconda del formato, e può essere molto più morbido della matita di grafite.

matite di carboncino
Carboncino sotto forma di matita, con durezze diverse a seconda dell’impasto.
tipi di carboncino
Stick di diverse forme.

Nella foto in alto, l’ultimo che vedete a destra, è un bastoncino di legno carbonizzato, non trattato.

Guardate come, a differenza degli altri, scompare il tratto sfumandolo con lo sfumino.

Questo accade perché gli altri sono impasti di carbone e altre sostanze, e questo fa si che si fissino meglio alla carta, mentre l’ultimo stick, che é formato al cento per cento da carbone, non aderisce e rimane molto più polveroso.

Differenze

Una differenza è il colore: il carbone è nero assoluto, mentre la grafite è grigia.

Avrai notato che le mine di grafite più sono morbide, più il tratto è scuro, ma anche quella più morbida non raggiunge il nero.

Quella che ho usato per il confronto per l’immagine sopra infatti, è una 5B, una delle più morbide, e potete vedere quanto è distate dal nero.

Con il carboncino, quindi, possiamo permetterci di riempire degli spazi di nero assoluto senza premere troppo, mentre per scurire una zona con la grafite dobbiamo premere di più, e l’effetto che ne esce non è dei migliori.

Un’altra differenza è l’opacità: il carboncino è opaco, mentre la grafite rimane lucida.

Ve ne accorgete quando riempite degli spazi abbastanza grandi e avete una luce puntata su disegno, noterete l’effetto lucido, spesso fastidioso.

Le differenze maggiori nel tratto finiscono qua.

Nell’utilizzo invece? Quali sono le differenze?

Differenze nell’utilizzo

Dipende sotto quale forma state usando il carboncino.

Come accennavo nell’introduzione, ne esistono diverse tipologie.

Diciamo che tra la matita di carboncino e quella di grafite, se scegliete una matita di carbone non estremamente morbida, la differenza nell’esecuzione della tecnica non è molta.

Se dobbiamo disegnare un chiaroscuro tratteggiato, la differenza sia nel lavoro finito che nella fase di disegno, non è molta, è pressoché la stessa.

Per esempio, nella foto qua sotto, per il disegno centrale ho utilizzato una matita di carboncino con un impasto molto morbido, ma comunque non molto distante da una matita 6B di grafite, il tratteggio che sono riuscita ad eseguire risulta abbastanza pulito.

Disegni con diversi tipi di carboncino

Nel disegno del primo volto invece, ho usato una matita di carboncino molto più morbida.

Questo ha fatto si che non potessi entrare molto nel dettaglio, a causa dell’estrema morbidezza, e quindi fragilità, della mina.

Quindi sconsiglio il tratteggio con una matita così morbida.

Anche se premevo con estrema delicatezza sul foglio, lasciavo un tratto molto evidente, cosa che non accade con mine meno morbide, come quella del secondo disegno.

Questo dipende anche dalla grandezza del soggetto, questi ritratti sono di 5 cm circa.

Nell’ultimo disegno invece ho utilizzato uno stick, anch’esso molto morbido.

In questo caso la larghezza del tratto ci impedisce di andare molto nel dettaglio, ma essendo questo uno stick con una sezione quadrata, utilizzando gli spigoli sono riuscita lo stesso ad ottenere un tratto molto sottile.

Nel disegno qua sotto ho utilizzato insieme a quest’ultimo stick, anche uno più largo, ed ho aumentato la grandezza del disegno finale, del doppio dei precedenti, altrimenti sarebbe stato impossibile.

ritratto a carboncino

Nello sfumato invece, le differenze si fanno sentire.

Una è la facilità nello sfumare, la grafite è più grassa, quindi è più difficile ottenere sfumature omogenee, mentre il carboncino è più asciutto e più polveroso (quasi sempre, dipende dall’impasto), è quindi molto sensibile alla sfumatura.

ritratto sfumato a carboncino

In questo disegno ho utilizzato un carboncino estremamente morbido per le sfumature, dopo di che ho sovrapposto dei tratti per dare maggiore definizione al volto.

Possiamo entrare anche più nel dettaglio con una mina meno morbida, io mi sono fermata a quel livello di definizione.

La morbidezza del carboncino fa si che spesso si sfumi anche non volutamente.

Per esempio se per sbaglio passiamo una mano sopra al disegno, dobbiamo aspettarci che potremmo averlo rovinato.

Questo perché, come ho già detto sopra, alcuni tipi di carbone, per esempio quello non elaborato composto al 100% da legno, non si fissano molto sul foglio, passandoci sopra una mano quindi, lo toglieremo quasi completamente. 

Infatti sul disegno a carboncino, una volta completato, è consigliabile applicare uno spray fissativo.

Ma quando preferire il carboncino a matita e quando preferire lo stick?

Gli stick o i bastoncini, sono ottimi se dobbiamo coprire grandi superfici, infatti avendo un tratto più largo di quello di una matita velocizzeremo il lavoro.

Esistono strumenti simili anche composti da grafite: delle matite senza legno, quindi formate solo da mina.

Tendo conto dei motivi sopra elencati però, scegliete voi in quali situazioni preferire la grafite al carboncino.

Nelle lumeggiature anche consiglio di utilizzare il carboncino, vedrete che si abbina meglio alla matita bianca, qualunque sia il colore del foglio che scegliamo.

Ma la cosa è molto personale, quindi non è detto che lo preferiate alla grafite, ma vi consiglio di provare.

Considerazioni finali

Quindi grafite o carboncino?

Non c’è una risposta.

Dipende dalla tecnica e dal nostro gusto, è una cosa soggettiva.

A seconda della tecnica uno può essere più indicato dell’altro, ma possiamo anche preferire sempre la grafite o il carboncino.

Ripeto, dipende dal nostro gusto.

Lo scopo di questa guida non è convincerti che il carboncino è migliore della matita di grafite.

Ma spero che parlandotene ti abbia convinto a provarlo se non lo avevi mai fatto.

Magari potresti scoprire di preferirlo alla grafite, o agevolarti in alcuni casi.

Scoprire tecniche nuove ti spinge anche a disegnare di più, e questa è una cosa sempre positiva.

Alla prossima guida 😉

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